Centoventiduemilacinquecentodieci: Quante fotografie scatta un fotografo di matrimonio?

da | Ott 19, 2017 | Vita, Wedding

Quante fotografie scatta un fotografo di matrimonio?

Lo scorso lunedì si è conclusa la parte più corposa della stagione, quella dove ti sembra di vivere un unico matrimonio della durata di cinque mesi, quella delle due ore di sonno tra un serale e un diurno, quella del caricabatterie sempre in borsa che a casa a malapena ci passo, quella del poco tempo libero passato ad elemosinare qualche giga tra gli hard disk per l’ultimo backup e così naturalmente sto più tranquillo.

A dicembre si riprende, altre sei o sette date, poca roba rispetto all’apnea estiva.

Dopo una lunga giornata di post, l’occhio (stanco) mi è caduto sulla quantità di foto che al momento occupano Barney (confesso, i miei hard disk li chiamo per nome, e generalmente sono personaggi di serie TV). Centoventiduemilacinquecentodieci. Inizialmente il numero mi è parso spropositato. Subito dopo ho realizzato che Barney è solo uno dei due hard disk del 2017 (e ovviamente anche Bart è bello pieno) e che contando le foto eliminate dai matrimoni già selezionati, in questa stagione avrò scattato all’incirca duecentottanta o trecentomila fotografie.

Dopo il minuto passato a schiaffeggiarmi per riprendermi dall’attacco di panico al pensiero di quanto ancora ho da fare, nella mia testa è iniziato un altro film. Le prime scene mi hanno fatto rivedere gli sposi che ho avuto l’onore di fotografare in questi mesi. I loro sorrisi, le loro lacrime, i momenti di sclero e i momenti passati a fare i cretini. A mano a mano che la pellicola nella mia testa andava avanti, ho rivisto genitori, amici, nonni, testimoni e poi ancora posti meravigliosi dietro casa mia o a centinaia di chilometri di distanza, le risate e gli scazzi con i colleghi, millemila strette di mano e per ognuna un nome nuovo da imparare. E poi ancora fiori, camerieri e direttori di sala, ma anche musicisti, sacerdoti e bambini. E tutte le volte che guardando questi ultimi ho pensato a mio figlio a casa ad aspettarmi, sperando sempre di non trovarlo già a dormire al mio rientro. Scorrendo le foto di quest’anno, mi rendo conto di quanto è duro e complicato il mio lavoro, ma anche di quanto sono fortunato a vivere facendo ciò che amo.

E il cuore mi si è riempito di gratitudine.

CIAO, IO SONO ANTONIO

Papà. Marito. Ex sistemista informatico. Un giorno di qualche anno fa ho realizzato che non volevo passare più le mie giornate seduto davanti ad un computer, anche se oggi ci sto molto di più.


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